Emanuela Campari Bernacchi è l’Avvocato Fintech dell’anno

Sia0 (1)mo orgogliosi di annunciare che Emanuela Campari Bernacchi, co-founder e editor di Tech Mood, ha ricevuto il premio come “Avvocato Fintech dell’anno” in Italia ai Legal Community Finance Awards 2019.

Congrats Manu, we’re proud of you!

Tech Mood Team

FlashTechMood #3: spunta la blockchain tra pace fiscale e flat tax

Un po’ a sorpresa, il Decreto Semplificazione approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 ottobre unitamente al Decreto fiscale prevede misure legate al mondo della blockchain.

Il testo è trapelato solo in minima parte, ma il comunicato stampa del Consiglio dei ministri ci informa che esso conterrà misure per la “definizione dei registri distribuiti e sostegno, con un fondo di venture capital con Cassa Depositi e Prestiti, alle startup innovative che investono in questa tecnologia”.

Si tratta certamente di un notevole passo avanti, specie se confrontato con il completo immobilismo italiano al momento del lancio della Blockchain Partnership Initiative europea, solo recentemente smosso (come ha raccontato Licia Garotti in un recente post).

Ciò che non convince, quantomeno a una prima lettura isolata, è la norma trapelata (art. 20), nella quale di definisce “cosa sia” la blockchain e il valore legale di dati e inormazioni “certificati” attraverso il suo utilizzo.

La definizione data appare eccessivamente ampia, tanto da ricomprendere anche sistemi distribuiti private e permissioned che, pur utilissimi in tanti settori produttivi e aziendali, ben poco impatto innovativo avrebbero rispetto ad attuali soluzioni trusted e centralizzate.

Anche il secondo comma, che sancisce che alle informazioni e ai dati “certificati” attraverso sistemi distribuiti sono attribuite la stessa “validità giuridica attribuita a informazioni e dati certificati attraverso l’uso di altre tecnologie” non appare convincente.

Manca, anzitutto, una chiara individuazione di quale sia l’oggetto della “certificazione” (marca temporale? Validità come scrittura privata, come avviene per le firme elettroniche? Integrità e non modificabilità del documento elettronico?).

In secondo luogo, sembra che tale mutuo riconoscimento di validità sia limitata ai soli dati e documenti già attualmente certificati attraverso “l’uso di altre tecnologie”. E per i dati e documenti certificati senza ausilio tecnologico?

E’ importante considerare, peraltro, che per larga parte gli effetti giuridici connessi ai servizi tecnologici di “certificazione” di dati e documenti (quali la conservazione documentale a norma, data certa, firme elettroniche, servizi di recapito certificato, ecc.) sono derivanti dal rispetto di requisiti soggettivi (perchè prestati da autorità di certificazione a tale scopo autorizzate) e oggettivi, quali standard tecnici e regolamentari.

Questo, da solo, basta a spiegare l’importanza di una definizione precisa di cosa possa essere considerato “blockchain” e di quale siano i protocolli di consenso ritenuti idonei per la “certificazione”.

Non ci resta che attendere fiduciosi.

Marco Galli

FlashTechMood #2: il Garante francese sul rapporto tra GDPR e blockchain

L’Autorità Garante francese (CNIL) ha pubblicato sul proprio sito un report relativo alla compliance con il GDPR di tecnologie basate su protocolli blockchain.

Il rapporto tra data protection e blockchain presenta profili di evidente conflittualità (ne ho parlato qualche tempo fa su barelylegal.tech), che tuttavia possono (e devono) essere gestiti per evitare di incorrere in sanzioni particolarmente gravose.

Seguiranno su Tech Mood per tutti gli approfondimenti del caso.

Marco Galli

FlashTechMood #1: (Anche) l’Italia aderisce alla Blockchain Partnership Initiative europea

Il 10 aprile scorso 22 Paesi hanno sottoscritto a Bruxelles la Dichiarazione per la creazione di una partnership europea per la tecnologia blockchain (European Blockchain Partnership — EBP). Della mancata partecipazione italiana ci eravamo rammaricati in occasione dell’Intellectual Property Meeting sulla blockchain dello scorso 19 aprile.

Ma il 27 settembre anche l’Italia ha aderito. Scopo dell’EPB è la cooperazione nella creazione di una infrastruttura di servizi blockchain (European Blockchain Services Infrastructure — EBSI) per supportare la fornitura di servizi pubblici digitali cross border, caratterizzati da elevati standard di sicurezza e privacy. E noi seguiremo il tutto da vicino … non cambiate canale!

Licia Garotti